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3. Gragnano, Petrellune, poderi della chiesa parrocchiale di S. Aniello e di D. Antonio de Angelis.

Excavated April 6th to May 12th, 1779.

Scavato dal 6 aprile al 12 maggio 1779.

 

Remains in the territory of Gragnano, a site called Petrellune, part of the farm of the parish church of St. Aniello of the city of Gragnano and part of the farm of D. Antonio de Angelis.

 

Restano tali fabbriche nel territorio di Gragnano, sito detto Petrellune, parte del podere della chiesa parrocchiale di S. Aniello di essa città di Gragnano e parte del podere di D. Antonio de Angelis.

 

Gragnano, Petrellune, remains on farms of the parish church of St. Aniello and D. Antonio de Angelis. Plan.
A—A = Podere della chiesa parrocchiale di S. Aniello.
B—B = Podere di D. Antonio de Angelis.
See Ruggiero M., 1881. Degli scavi di Stabia dal 1749 al 1782, Naples. Tav. X, fig. 2.

Gragnano, Petrellune, remains on farms of the parish church of St. Aniello and D. Antonio de Angelis. Plan.

A—A = Podere della chiesa parrocchiale di S. Aniello.

B—B = Podere di D. Antonio de Angelis.

See Ruggiero M., 1881. Degli scavi di Stabia dal 1749 al 1782, Naples. Tav. X, fig. 2.

 

Gragnano, Petrellune, remains on farms of the parish church of St. Aniello and D. Antonio de Angelis. Room 4. Mosaic.
See Ruggiero M., 1881. Degli scavi di Stabia dal 1749 al 1782, Naples. p. 327, Tav. X, fig. 3.

Gragnano, Petrellune, remains on farms of the parish church of St. Aniello and D. Antonio de Angelis. Room 4. Mosaic.

See Ruggiero M., 1881. Degli scavi di Stabia dal 1749 al 1782, Naples. p. 327, Tav. X, fig. 3.

 

Ruggiero 1881

GIORNALE DELLO SCAVO DI STABIA

 

English (our approximate translation)

RELATIVE TO THE PLAN ABOVE

 

Remains in the territory of Gragnano, site named Petrellune, part of the estate of the parish church of St. Aniello of the city of Gragnano and part of the farm of D. Antonio de Angelis.

Excavations commenced April 6, 1779 in the site shown-in the plan (See Tav. X, fig."2" [and above]).

 

No.1. From April 6 to 10, part of the corridor indicated was dug with an ordinary white mosaic floor with black strip around and white plaster, but completely ruined; the same excavation was finished in the consecutive month of May.

 

No.2. From 12 April 17th, the room indicated was searched with a white mosaic floor and a black band around it; the walls are bricks but without plaster.

 

No.3. In the same above-mentioned time has dug the indicated site that seems to be part of a courtyard with white mosaic floor and walls without plasters.

 

No.4. From the 14th to the 19th of April, room with a large mosaic floor with some black patterns on a white background as shown in the drawing (See Table X, fig. 3); the walls with white but ruined plaster. The floor was cut by Canart from 10th to 18th May consecutively.

 

No. 5. From the 20th to the 30th of April, the room indicated with a multi-coloured mosaic floor, but missing one piece, as per the drawing (Museo Naz. - Vasi 5th room) was discovered; the walls are free of plaster. The floor was cut at the same time as the preceding one.

 

No.6. From 2 May 1779 until 8, the indicated room was explored; the floor that the walls have been recognized to have been covered with marble, but these were completely missing.

 

No.7. In the same above-mentioned time was explored this portion of corridor with floor of paving of crushed brick and ordinary white plaster.

 

No.8. From the 3rd of May to the 12th of the same month we worked without interruption to explore the room indicated for what remains marked on the plan. The floor of this which is white mosaic with some black bands remains about 4 palms higher than that of the rooms already described and is formed above the layer of the white lapilli. From this and from the fragments of lapilli that can be seen mingled with the mortar with which the standing walls of this whole building are made, one can conjecture that this had been built after the great eruption that covered Stabia at the time of Titus.

 

See Ruggiero M., 1881. Degli scavi di Stabia dal 1749 al 1782, Naples. p. 327-8.

 

Italiano

RELATIVO ALLA PIANTA PRECEDENTE

 

Restano tali fabbriche nel territorio di Gragnano, sito detto Petrellune, parte del podere della chiesa parrocchiale di S. Aniello di essa città di Gragnano e parte del podere di D. Antonio de Angelis.

Si è incominciato lo scavo alli 6 Aprile 1779 nel sito segnato in pianta (V. Tav. X, fig.”2").

 

N.1. Dalli 6 Aprile alli 10 si è scavato parte del corridore contrassegnato con pavimento di musaico ordinario bianco con lista negra all'intorno ed intonachi bianchi, ma del tutto ruinati; si è terminato il medesimo di cavare nel mese di Maggio consecutivo.

 

N.2. Dalli 12 alli 17 Aprile si è ricercata in giro la stanza contrasegnata con pavimento di musaico bianco e fascia negra all'intorno; le mura sono di mattoni ma prive intieramente d'intonachi.

 

N.3. Nello stesso sopra mentovato tempo si è scavato il sito contrasegnato che pare essere parte di un cortile con pavimento di musaico bianco e mura senza intonachi.

 

N.4. Dalli 14 alli 19 Aprile, stanza con pavimento di musaico grosso con alcuni lavori negri sopra fondo bianco come dal disegno (V. Tav. X, fig. 3); le mura coll'intonachi bianchi ma ruinati. Il pavimento si è tagliato da Canart dalli 10 alli 18 Maggio consecutivo.

 

N.5. Dalli 20 alli 30 Aprile si è scoperta la stanza contrasegnata con pavimento di musaico a più colori, ma mancante di un pezzo, come dal disegno (Museo naz.-Vasi 5a stanza); le mura sono prive d'intonaco. Il pavimento si è tagliato nello stesso tempo dell'antecedente.

 

N.6. Dalli 2 Maggio 1779 sino agli 8 si è ricercata la stanza contrasegnata; sì il pavimento che le mura si sono riconosciute essere state rivestite di marmi, ma questi erano del tutto mancanti.

 

N.7. Nello stesso sopra mentovato tempo si è ricercata questa porzione di corridore con pavimento di lastrico di mattoni pesti ed intonaco bianco ordinario.

 

N.8. Dalli 3 Maggio alli 12 dello stesso mese si è lavorato interrottamente a ricercare la stanza contrasegnata per quanto resta in pianta segnata. Il pavimento di questa che è di musaico bianco con alcune fasce negre resta da circa 4 palmi più alto di quello delle stanze già descritte ed è formato sopra lo strato del rapillo bianco. Da questo e da vedersi frammeschiati de' rapilli fra la calcina colla quale restano fabbricate le mura di tutto questo edificio, si può congetturare che questo fosse stato fabbricato dopo la grande eruzione che coprì Stabia al tempo di Tito.

 

Vedi Ruggiero M., 1881. Degli scavi di Stabia dal 1749 al 1782, Naples. p. 327-8.

 

 

 

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Ultimo aggiornamento - Last updated: 06-Jan-2020 21:17